Il ’68 e la società moderna: lasciti e influssi
Ovvero quello che rimane di un movimento di massa all’esaurirsi della sua carica contestatrice. Molti dei valori della società moderna trovano origine proprio in quelli che furono i movimenti e le lotte della generazione dei nostri genitori
Anni ’70: la fine di un movimento o l’inizio di una nuova fase?
Il movimento del ’68 vide esaurire la sua carica contestatrice già agli inizi degli anni ’70. Le rivolte, le occupazioni, le proteste, gli scioperi lentamente diminuirono, insieme al carattere sovversivo e rivoluzionario che possedevano. Pressoché in nessun paese si assistette a radicali cambiamenti nell’ambito amministrativo, politico o economico. Nonostante questo si poté chiaramente identificare l’eredità che questi movimenti ci hanno concesso, nei più svariati elementi della nostra vita, nei più eterogenei aspetti dei nostri paesi. Dalla musica, alla filosofia, all’istruzione, alla politica, all’arte, ai valori, alla letteratura… Infiniti sono i lasciti del movimento del ’68 nel nostro tempo, innumerevoli i semi che esso ha piantato nelle nostre menti.
Un’eredità di valore: Un’eredità di valori
Quello del ’68 nasce come movimento studentesco, e come tale pone molta attenzione al sistema dell’istruzione, della formazione, dell’ambiente Universitario e scolastico. E’ in questi anni che vengono per la prima volta avanzate richieste di maggiore partecipazione, da parte degli studenti, alla definizione dei programmi di studio e delle modalità della loro somministrazione. Ma valori come la libertà di scelta e di pensiero, la lotta all’autoritarismo, l’uguaglianza dei diritti, inizialmente applicati al mondo dell’istruzione, ben presto travalicano i confini Universitari per abbracciare vasti argomenti sociali e politici, nazionali e non. Senza quegli anni, senza quella rivolta sociale, concetti quali pace, ecologismo, uguaglianza, antisemitismo, libertà, autodeterminazione, non farebbero parte né del nostro vocabolario comune né del dibattito politico, sociale e culturale dei nostri paesi. Il ’68 appare oggi come un momento di incredibile presa di coscienza, relativamente ad alcuni meccanismi sociali e politici, economici e culturali. Anche senza considerare scuole artistiche di enorme successo, non volendo guardare nemmeno all’incredibile fecondità del mondo musicale di quegli anni, pur non contando i successi operai che hanno migliorato le condizioni di lavoro e le hanno rese così come le conosciamo oggi, non si può negare al movimento del ’68 l’importanza che ha rivestito nel renderci ciò che oggi siamo. Seppur con le nostre contraddizioni, sappiamo desiderare un mondo giusto, dove diritti e doveri siano equamente distribuiti, ci indigniamo di fronte ad un abuso di potere, diamo per scontata la parità dei sessi, siamo consapevoli dell’importanza che riveste la salvaguardia del nostro ecosistema… In parte questi valori sono l’eredità che il movimento del ’68 ha saputo darci.
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