Gli anni 60: quadro socio-economico
Negli anni che vanno dal 1950 al 1970, il volto dell’Italia cambia radicalmente. Da nazione rurale del dopoguerra, l’Italia si trasforma in una delle nazioni più industrializzate del mondo.
L’Italia cambia faccia
Il sovrappopolamento delle campagne che prima rappresentava il tallone d’Achille della nazione, viene sfruttato dalle industrie che hanno convertito la produzione da bellica a civile. Gli agricoltori migrano verso le fabbriche in città che garantiscono loro condizioni di vita migliori e lavoro, seppure a basso costo. Fondamentale per l’incremento della produzione si rivela anche la nascita della CEE (Comunità Economica Europea) che consente all’Italia di spostare la propria manodopera in eccesso verso altre nazioni. Il tenore di vita del paese cresce in modo vertiginoso, tanto che si parla di miracolo o boom economico.
Nelle case arrivano i nuovi “inquilini”
Tale crescita comporta un ottimismo generalizzato che induce la popolazione a un maggior consumo, modificando usi e costumi della società italiana. L’arrivo della tv e delle pubblicità nelle case degli Italiani contribuisce notevolmente alla mitizzazione del modello consumistico. Non si lavano più le lenzuola a mano e non è più necessario fare la spesa quotidianamente affinché i prodotti non si deteriorino: tra gli accessori domestici fanno il loro ingresso la lavatrice ed il frigorifero. Ma è sulle strade che avviene la vera rivoluzione: gli italiani abbandonano le due ruote.
Quattro ruote e uno status-symbol
La Fiat Seicento e la Fiat Cinquecento, prodotte rispettivamente nel 1955 e nel 1957, costituiscono le automobili che simboleggiano l’Italia moderna mandando, al contempo, in pensione la vecchia Topolino. Negli anni sessanta l’automobile rappresenta non solo un mezzo che consente di spostarsi velocemente e in autonomia, ma diviene per molti uno status-symbol. Soprattutto la Fiat 600 rappresenta la vettura innovativa per eccellenza, adatta alle esigenze della famiglia italiana grazie alla sua abitabilità che viene, in un secondo tempo, ulteriormente ampliata con il modello modificato della Fiat 600 Multipla. Minore è il successo che inizialmente riscuote la Fiat Cinquecento; si riscatterà quando le sue ridotte misure, dapprima criticate, si riveleranno preziose nel traffico cittadino che aumenta.
Immagine: JackDaniel – Fotolia